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Le Profezie

In questa pagina ci limitiamo a riportare diversi articoli inerenti la testimonianza della profezia sulla tragedia di New York avvenuta l'11 settembre 2001 e riportata in una intervista sulla rivista "EPOCA" molti anni prima che accadesse.

 

 
Twin TowersL'11 settembre in una profezia della Madonna

La tragedia delle Torri Gemelle di New York era stata annunciata già otto anni fa da una profezia divina: la  Madonna apparve a tre ragazzine in un bosco a Forio Ischia, e fece vedere a una di loro, Simona, i grattacieli di Manhattan in fiamme. La testimonianza della ragazza apparve su "Epoca" l'anno successivo: "Ho visto dei grattacieli che venivano giù; poi ho visto la Statua della Libertà in frantumi e ho capito che doveva essere New York".

Le apparizioni della Madonna a Ischia sarebbero iniziate l'8 ottobre 1994, quando due bambine di 9 e 11 anni, che erano andate a fare una passeggiata nel bosco di Zaro, riferirono di aver visto la Vergine sostenendo che la Madonna le aveva invitate a pregare "per l'umanità in pericolo". Da allora la radura è diventata meta di incessanti pellegrinaggi. E tra i tanti ragazzi che andavano nel bosco per assistere all'apparizione della Madonna c'erano anche tre amiche, Simona, Antonella e Restituta, tutte sedicenni.


Proprio a Simona la Madonna sarebbe apparsa all'improvviso, facendole vedere l'attacco all'America con 7 anni di anticipo. La sua testimonianza venne raccolta da Federica Raimondi, giornalista inviata sul posto da "Epoca": "Simona - scrive la giornalista sul numero dell'8 ottobre 1995 - ci racconta di una vita normalissima, la scuola, le amiche, il fidanzatino. Ha incominciato a frequentare il gruppo (dei ragazzi che quotidianamente frequentavano il bosco, ndr) dieci mesi fa. A Natale ha sentito la voce della Madonna, e da maggio la vede anche. Ha ricevuto - dice - il dono di lingue, cioè sa pregare in tedesco, in inglese e in aramaico, senza averli mai conosciuti. Il padre conferma tutto".


A Ischia la profezia, dopo lo scalpore provocato inizialmente, era stata dimenticata. E' stato il quotidiano locale "Il Golfo" a recuperare in archivio la storia delle visioni di Simona: messaggi, quelli affidati alla ragazza dalla Vergine, con contenuto catastrofico. E talmente chiari [...] da far sospettare che si trattasse solo di isteria collettiva. Se la ragazza abbia visto davvero la Madonna, nessuno lo sa con certezza. Resta il fatto che quella profezia formulata con anni di anticipo è quantomeno sconvolgente.
E non è finita, perché la Madonna, a Simona, affidò anche un'altra visione: "Ho visto un'isola e un vulcano che eruttava, la gente cercare di scappare ma non ci riusciva e l'isola veniva inghiottita dal mare". A quale isola si riferiva?

Fonte: TG5

"In un mio articolo un riferimento all'11 settembre? E' sconvolgente!"

A quelle parole non aveva più pensato. Le aveva dimenticate, come tante altre ascoltate in anni di attività giornalistica dai più diversi interlocutori. Così, quando ieri mattina ha trovato quel messaggio nella segreteria telefonica, Federica Raimondi, giornalista napoletana, non ha pensato che la richiesta di contattare al più presto la Redazione de "Il Golfo" potesse essere messa in relazione a quel servizio, realizzato nell'autunno del '95 a Ischia e pubblicato, con tanto di richiamo in prima pagina - "Ischia come Medjugorie" - su "Epoca". Un articolo che, al di là dei particolari e al contrario di tanti altri scritti negli anni, è rimasto ben impresso nella sua mente, insieme alle strane sensazioni che le aveva suscitato allora.


"Una specie di premonizione dell'attentato alle Torri Gemelle nel mio articolo? Non ci avevo mai pensato. Ma davvero?" Federica Raimondi non nasconde la sorpresa per quella che è una rivelazione anche per lei, com'è stato per tanti nostri lettori domenica scorsa. Ma lo stupore lascia subito spazio ai ricordi. E dopo essere rimasta in silenzio per qualche istante, la nostra interlocutrice, gentile e disponibile fin dalle prime battute, comincia una ricostruzione a voce alta dell'origine e del contenuto dell'articolo ritornato d'attualità sul nostro Giornale. "Ora che mi ci fa pensare - dice - ricordo qualcosa a proposito dei grattacieli che mi disse quella ragazzina. Ma non l'ho mai collegato a quanto è successo l'11 settembre. Non è che me lo può leggere?" Leggiamo quelle poche righe che, a posteriori, assumono davvero un significato e un valore impensabili all'epoca in cui furono scritte. "Mamma mia! - commenta - Risentire ora certe parole è sconvolgente. Mi vengono i brividi...Certo, si tratta di una descrizione incredibile. Ricordavo molto vagamente quelle frasi, al contrario della mia visita nel bosco e dei colloqui che ebbi con i ragazzini, che sono rimasti ben vivi nella mia memoria".


E dire che quando aveva deciso di venire a Ischia per verificare cosa accadesse nel bosco di Zaro, la Raimondi non sapeva neppure se avrebbe trovato qualcosa di interessante e se ne sarebbe uscito un articolo. Tanto che non si fece accompagnare neppure da un fotografo. "Erano stati i miei genitori - racconta - che erano appena stati in vacanza a Ischia, ad accennarmi a questa strana situazione di cui si parlava tanto sull'isola. E del fatto che tanta gente si recasse nel bosco per pregare e per ascoltare le rivelazioni di un gruppo di ragazzini che sostenevano di vedere la Madonna. Sinceramente, quando decisi di andare a vedere di persona di cosa si trattasse, ero piuttosto scettica, pensavo che nella migliore delle ipotesi fosse un caso di suggestione collettiva. Ma poi, sul posto, l'impressione fu molto diversa".


Man mano che descrive quell'esperienza, in modo sempre meno generico e sempre più prodigo dei particolari che le stanno tornando alla memoria mentre parla, la giornalista sottolinea l'atteggiamento dei piccoli veggenti e l'idea che si fece di loro e dei fenomeni di cui erano protagonisti. "Ricordo perfettamente la scena - spiega - I ragazzi muovevano velocemente le palpebre con lo sguardo fisso nel vuoto. Anche quella ragazzina, Simona, era come estranea in quel momento alla realtà che aveva intorno. Lo sguardo fisso mi impressionò. Non c'era movimento che attirasse l'attenzione di quegli occhi: anche se vi avessimo avvicinato una fiammella, non se ne sarebbero accorti. E già questo mi convinse che i ragazzi non fossero dei simulatori, al massimo forse si suggestionavano a vicenda, ma erano sinceri".
Una sensazione rafforzata proprio dall'incontro e dal colloquio con Simona: "Con lei c'erano anche i genitori, mi pare che il padre lavorasse in albergo. Che ascoltavano stupiti come me quanto lei raccontava. Simona era molto emozionata e riusciva a trasmettere questo stato d'animo anche a chi le stava incontro. E tra le cose che mi disse e che poi ho scritto c'era anche quella visione dei grattacieli, di cui avevo dimenticato i particolari.

Comunque, la ragazza mi parve assolutamente sincera".


Secondo lei, insomma, si trattava davvero di visioni? "Non saprei esattamente come definirle. Per chi ha fede, si tratta di visioni, altri potrebbero definirli dei fenomeni paranormali. Ma personalmente, sono convinta che non vi fosse simulazione".
Di quel servizio, la Raimondi ricorda distintamente anche un non troppo felice approccio con il parroco. "Subito dopo aver parlato con i ragazzi - dice - telefonai al parroco, che mi rispose in modo molto brusco. Ebbi addirittura la sensazione che volesse chiudere il telefono. Mi accusò di essere in cerca di facili scoop, disse che i ragazzi dovevano pensare a cose più adatte alla loro età e che la stampa voleva fare del sensazionalismo su questa vicenda. E comunque la chiesa era molto cauta, non si pronunciava sulle visioni dei ragazzi".


Poi, arriva un altro particolare, testimoniato dalla data della pubblicazione dell'articolo, ma che l'autrice rammenta solo ora. Un particolare che rende ancora più inquietante la rivelazione sui grattacieli di New York: "Il "pezzo" è del '95, vero? Mi pare che fosse proprio settembre, forse la metà di settembre. E' incredibile! Qualche giorno dopo di me andò anche il fotografo di "Epoca", che prima era molto perplesso, pieno di dubbi su questa storia. Ma anche lui, al ritorno, mi confermò di essere rimasto molto colpito. E comunque, per quello che aveva visto, era d'accordo con me: quei ragazzi non mentivano. Anche se non sapevamo come giudicare quanto era accaduto pure sotto i nostri occhi".


A distanza di sette anni, tornata all'improvviso d'attualità questa storia, la Raimondi è curiosa di sapere come sia finita. E ci riempie di domande: "Che fine hanno fatto i ragazzi? Le visioni continuano? E la gente si riunisce ancora nel bosco di Zaro?" Poi, prima dei saluti di rito, Federica Raimondi ripete ancora quelle due parole, che non solo per lei rappresentano il naturale commento alla visione del crollo di grattacieli newyorkesi avuta da una ragazzina sedicenne, ben sette anni prima che le Torri Gemelle "venissero giù" in diretta televisiva davanti a qualche miliardo di telespettatori: "E' sconvolgente!" Già...

Da un articolo de "Il Golfo", di Isabella Marino - 1-10-2002

 

"L'11 settembre è stata la conferma di ciò che la Mamma ci aveva annunciato"

Il primo obiettivo, appena lette le agenzie, è stato di riuscire a trovare quella Simona P. che sette anni fa aveva raccontato la visione premonitrice di quanto sarebbe accaduto alle Twin Towers di New York.


[...] ieri pomeriggio abbiamo trovato il modo di contattare Simona (continueremo, per quanto ci riguarda, a citarla con il solo nome di battesimo), siamo stati incerti fino all'ultimo trillo del telefono dell'esito di quel nostro tentativo. Del resto, delicato era l'argomento e delicate erano le circostanze, per cui avremmo potuto anche incorrere in un secco rifiuto da parte dell'ex ragazzina ormai donna. Un rischio sempre in agguato ad ogni intervista, ma stavolta forse più concreto di altre.

Come testimoniano, d'altronde, i rifiuti in cui sono incorsi in questi giorni i colleghi di altre testate da parte di altri protagonisti di questa vicenda.


"Sono io Simona - risponde però una voce giovane e squillante - Non c'è problema, mi chieda cosa le interessa sapere e cercherò di risponderle".

La disponibilità appena dichiarata la nostra interlocutrice la dimostra nei fatti, non sottraendosi a nessuno degli interrogativi che le poniamo e, anzi, colloquiando con una spigliatezza e giovialità che, senza conoscerla, ce la fa immaginare come una ragazza aperta e simpatica, per nulla turbata dall'offensiva mediatica che si è scatenata in questi ultimi giorni sulla storia sua e degli altri ragazzi di Zaro. Che, peraltro, è come se fossero presenti anche loro e partecipassero alla nostra conversazione telefonica, visto che Simona ne parla di continuo, come se stessero tutti accanto a lei, utilizzando quasi sempre i verbi alla prima persona plurale.


La prima domanda è fin troppo scontata. Quando ha assistito al disastro dell'11 settembre, che effetto le ha fatto ricordare la visione che aveva svelato sei anni prima?


"Lì per lì nulla, a dire il vero. Non ci ho pensato subito. Anche perché l'11 settembre le torri sono state colpite dai due aerei e poi sono crollate, mentre nella mia visione gli aerei non c'erano. Poi, però, parlandone con gli altri abbiamo notato il legame che c'era fra le due situazioni e ne siamo rimasti colpiti".

- Quando parla degli altri a chi si riferisce. Ai suoi familiari o agli altri ragazzi del gruppo?

"Naturalmente agli altri ragazzi che frequentano Zaro con me. Ne abbiamo parlato subito insieme".

- Anche loro videro allora, nel '94, quello che vide lei e che poi finì sul giornale?

"No, quella visione in particolare l'avemmo solo io e un'altra ragazza del gruppo, Antonella".

- Vi apparvero due situazioni identiche, oppure le due immagini differivano per qualche particolare?

"No, vedemmo la stessa cosa".

- Lei disse nel '95 di essere rimasta molto turbata da quella visione, che effetto le ha fatto assistere alle scene del disastro di New York l'11 settembre?

"Certo, mi ha fatto effetto, come a tutti. Ma, come le ho detto, non ho messo subito in relazione quelle immagini con la mia visione. Poi, quando abbiamo capito la somiglianza fra le due situazioni, ci siamo detti: "La mamma ci aveva dato un'indicazione giusta. E' stata per noi una conferma di quanto la Madonna ci aveva svelato".

- Come la ricorda, quella visione - possiamo chiamarla cosi? - a distanza di anni?

"La ricordo perfettamente, nitida in tutti i particolari, che all'epoca mi colpirono davvero molto".

- Lei aveva visto il nostro giornale di domenica? Cosa ha pensato quando ha letto che era stata individuato il legame tra l'attacco alle torri e ciò che le aveva raccontato tanto tempo prima?

"Sì, ho visto il giornale. Sinceramente, ho pensato solo che fosse stata ritirata fuori una situazione già vissuta anni fa, nel '95. Non posso dire di esserne rimasta particolarmente turbata".

- A proposito del '95, ricorda quell'intervista?

"Veramente, non sono sicura che si sia trattato di una intervista. Allora, quando ci incontravamo nel bosco, raccontavamo le nostre visioni e i messaggi che ci affidava la Madonna a tutti i presenti. E rispondevamo a chiunque ci facesse delle domande. Credo che la giornalista sia venuta ad assistere ad uno dei nostri incontri di preghiera e abbia parlato con noi, chiedendoci anche delle cose come tanti".

- Nell'articolo del '95 si parlava anche di un'altra visione di un vulcano che eruttava e di un'isola che scompariva. Se ne ricorda?

"Sì, me la ricordo bene. Naturalmente, spero che quella visione non si avveri".

- Ha mai pensato che quell'isola potrebbe essere Ischia?

"Assolutamente no, non mi è venuto mai in mente. E poi la Madonna ripete sempre, questo voglio dirlo, che con le preghiere possiamo cambiare le cose".

- Frequentate ancora il bosco di Zaro?

"Certo, che lo frequentiamo. Andiamo a pregare regolarmente, ogni mercoledì, sabato e domenica. E l'8 e il 26 di ogni mese. L'8 perché è il giorno della prima apparizione e il 26 per la lettura dei messaggi. Recitiamo il Santo Rosario tutti insieme e a volte la Madonna ci appare".

- Dunque le apparizioni continuano e la Madonna vi affida anche nuovi messaggi

"Sì, la vediamo ancora e riceviamo anche dei messaggi che consegniamo al nostro parroco e che poi leggiamo il 26 di ogni mese. Delle apparizioni e delle visioni parliamo e ci confidiamo solo con don Franco".

- Lui come valuta le vostre visioni?

"Lui non ha mai dato giudizi. Non lo ha mai fatto in questi anni. Ci ha sempre ripetuto: 'Se son rose fioriranno'. Con lui c'è un rapporto molto sereno".

- Avete avuto altre visioni come quelle di cui si è parlato?

"Sì, qualcosa c'è stato, ma non ne possiamo ancora parlare".

- Lei e gli altri ora siete cresciuti, siete donne e uomini adulti. Cosa è cambiato da quando avete cominciato a frequentare il bosco di Zaro?

"Per noi non è cambiato nulla, perché la fede non può cambiare. O meglio, può solo crescere ed è quello che ci è accaduto in questi anni".

- Il vostro gruppo è rimasto quello di allora?

"No, qualcuno non c'è più. Ma in maggioranza continuiamo a pregare insieme e a frequentarci. A restare uniti".

- Posso chiederle di cosa si occupa?

"Sono una casalinga. Faccio la mamma - e ride - ho due bambini e sono molto serena".

Da un articolo de "Il Golfo", di Isabella Marino - 2-10-2002

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